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Libri antichi e moderni

Leporeo, Ludovico

Centuria di Leporeambi alfabetici, lirici, satirici faceti [.]

Appresso l’Herede del Grignani,, 1651

6500,00 €

Pontremoli srl Libreria Antiquaria

(MILANO, Italia)

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Dettagli

Anno di pubblicazione
1651
Luogo di stampa
In Roma,
Autore
Leporeo, Ludovico
Pagine
pp. 104, frontespizio in cornice xilografica.
Editori
Appresso l’Herede del Grignani,
Formato
in 16°,
Edizione
Prima edizione.
Soggetto
Letteratura Antica
Descrizione
legatura moderna in piena pergamena antica, titolo manoscritto al dorso,
Prima edizione

Descrizione

LIBRO Prima edizione. Esemplare complessivamente in ottimo stato di conservazione; copia fresca e con buona marginatura (118 x 82 mm). Piccole iniziali manoscritte al piede del frontespizio. Rarissima princeps della «Centuria di Leporeambi», l’opera più importante e di maggior successo dell’autore: nei cento sonetti proposti, che si susseguono serrati uno per pagina, la nuova forma metrica da lui inventata, il leporeambo, raggiunge vertici di espressività e arditezza: «L’oltranza sperimentale metrica e linguistica culminò nell’invenzione del “leporeambo”: sotto tale nome, coniato fondendo il proprio cognome con quello di Ditirambo, presunto poeta greco “inventore degli inni delle baccanti”, il Leporeo comprese svariate forme metriche, dalla canzonetta al sonetto, accomunate dal fatto che le rime finali sono omoteleutiche e si differenziano soltanto per il timbro della vocale tonica. A ciò si aggiungono altri artifici stilistici, retorici e ritmici, che per lo più vengono indicati prima del titolo di ciascun componimento: il leporeambo è “alfabetico” se le vocali toniche si succedono nell’ordine alfabetico, “retrogrado” se l’ordine è inverso [.] ecc.» («Dizionario Biografico dei Friulani», s.v. Leporeo). -- Ludovico Leporeo, prolifico scrittore di componimenti encomiastico-celebrativi e di versi d’ispirazione personale, nacque nel 1582 a Brugnera, piccolo villaggio sulle rive della Livenza, in Friuli. Dopo gli studi umanistici al'Università di Padova, nel 1602 si trasferì a Roma e per cinquant’anni lavorò come scrivano presso la Datarìa apostolica, l’ufficio della Curia Romana preposto alla concessione di dispense e grazie. -- La sua attività poetica fu molto apprezzata e gli consentì di avere accesso a protezioni altolocate: fu così che Giovanni Rinaldo de’ Monaldeschi, aristocratico e diplomatico, favorito della Cristina di Svezia e poi da lei messo a morte, si offrì di finanziare la stampa della «Centuria dei Leporeambi». -- Questa prima edizione risulta rarissima, tanto che nel 2005 la studiosa Debora Vagnoni, autrice della voce “Leoporeo” nel Dizionario Biografico degli Italiani, la definiva «oggi introvabile»; nel catalogo SBN se ne contano solo tre esemplari, nessuna copia è censita nei repertori istituzionali internazionali. -- Dimenticato per lunghi secoli, la recente rivalutazione del barocco letterario ha consegnato a Leporeo un ruolo di primo piano nella produzione poetica del Seicento italiano: si segnalano in questo senso l’edizione della «Centuria di Leporeambi» edita da Valter Boggione nel 1993 presso RES, con la prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti, e quella delle «Opere» del poeta a cura di Mario Turello, uscita nel 2005 a Pordenone presso l’Accademia di San Marco.
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