Vaso con leoni
Vaso con leoni | Gravures | BOSSI Benigno
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Détails
- Année
- 1764
- Format
- 210 X 170
- Graveurs
- BOSSI Benigno
Description
Acquaforte, 1764, priva di data e firma. Della serie Suite de vases tirée du cabinet de Monsieur du Tillot marquis de Felino, da soggetti di E. A. Petitot. Realizzata nel 1764, questa raccolta di 30 tavole incise allâacquaforte da Benigno Bossi e basate sui disegni di Petitot, presenta vasi di pura invenzione ornamentale. Tre di questi sono stati realizzati e collocati nei Giardini di Parma. Nel lavoro dellâartista su questi vasi nello stile neo-classico le forme diventano astratte e puramente estetiche. In un mix di motivi ispirati allâantichità : pigne, scanalature, foglie di acanto, ghirlande, fregi, teste di leone, Petitot dimentica la funzionalità dellâoggetto «vaso» reinventandolo. Petitot elabora il gusto dellâantico creando una nuova grammatica visiva che mescola soggetti umani, animali, ghirlande, elementi architettonici classici per questa collezione di vasi straordinari. Un risultato armonico che mescola fantasia, architettura e regole Vitruviane. Bossi fu un esperto in tutti i procedimenti dell'incisione, da quelli lineari a quelli di tono - L'acquatinta (lavis) fu da lui portata al massimo delle sue possibilità di rendimento, sia come mezzo in sé sia in associazione con altri. Molta parte della sua attività di incisore fu dedicata alle opere del Parmigianino, per cui nutrì un vero culto. Del Petitot incise, oltre alla Suite de vases tirée du cabinet de Monsieur du Tillot marquis de Felino., Milano 1764, alcuni Caminetti di ispirazione piranesiana e una Mascarade à la Grecque d'après les dessins originaux tirés du cabinet de. le marquis de Felino., Parma 1771. Non contento di fare, come incisore, solo opera di riproduzione, intagliò fin dai primordi anche rami di sua invenzione, e su di essi anzi si compiacque di porre l'accento, quasi a rivendicare la sua genialità creativa, riunendoli più e più volte, con varianti, in volumi dai titoli diversi: Raccolta di teste inventate, disegnate ed incise da Benigno Bossi; Fisionomie possibili; Prove all'Acquaforte; Miscellanea; Trofei, ecc. La produzione delle "teste" e delle "fisionomie possibili" corrispondeva a una moda del tempo, che affondava le radici nelle famose deformazioni di Leonardo, ma che nel campo specifico dell'incisione era stata sfruttata specialmente dal Grechetto nel Seicento e dai Tiepolo nel Settecento: gli autori cioè che il Bossi sembra tenere specialmente presenti. Alle teste di maniera, quali di prevalenza venivano prodotte in quegli anni, egli volle evidentemente contrapporre le sue teste dal vero, notevoli per la loro icasticità e puntualizzazione espressiva. Bibliografia cfr. M. CASTELLI ZANZUCCHI, Contributo allo studio di Benigno Bossi, "Parma per l'arte", 1960, 10, pp. 149-185.