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Sardegna

Sardegna | Grabados | LICINIO Fabio

Grabados
LICINIO Fabio
1560
2000,00 €
(Roma, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 1560
  • Lugar de impresión
  • Venezia
  • Formato
  • 195 X 300
  • Grabadores
  • LICINIO Fabio
  • Materia
  • Sardegna

Descripción

Rara e ricercata carta della Sardegna incisa da Fabio Licinio e disegnata da Giacomo Gastaldi. Al centro dell’isola, con caratteri grandi, si trova il titolo: SARDEGNA. Nel cartiglio in alto a sinistra è incisa una breve descrizione geografica dell’isola: Sardinia insula inter Africu[m] et Tyrrhenum pelagus sita magnitudine 562 mill. pas: fertilis admodum animaliumque varij generis abundans metallis argentarijs stagnis fontibus salubris prestantissima. Nella cornice inferiore del cartiglio troviamo la firma dell’incisore Fabius Licinius. Orientazione nei quattro lati al centro, con il nome dei venti: TRAMONTANA, MEZO DI, LEVANTE, PONENTE, il nord è in alto. Carta priva di scala grafica e graduazione ai margini. “La carta della Sardegna firmata da Fabio Licinio è un prodotto di derivazione gastaldina. Viene attribuita dalle bibliografie allo stesso Gastaldi, in quanto il Licinio era solito lavorare per il cartografo piemontese. Nelle raccolte cinquecentesche la carta si trova spesso stampata in coppia con l’analoga mappa della Corsica firmata dal Licinio (catalogo n. 389). Secondo Almagià questa carta è verosimilmente il prototipo di questa tipologia di mappe sulla Sardegna. Sotto l’isola denominata Tolata (presumibilmente Tavolara) viene disegnata un’altra isola, priva di nesonimo. Non sono note ristampe” (cfr. S. Bifolco – F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo (2018), p. 2106. Fabio Licinio (1521 – 1565), figlio del pittore Arrigo, proviene da una famiglia di artisti. In qualità di incisore, nel 1544 incide l’Annunciazione dalla pala del Pordenone in S. Maria degli Angeli di Murano, su disegno realizzato dal fratello Giulio, allora diciassettenne, come si ricava dall’iscrizione sulla stampa “Hanc Pordenon(is) J(iulius) Lycinius excud(it) Fabio Ve. fe(cit)”. Lavorò per la corte di Vienna; a lui infatti vengono versati 45 fiorini renani per aver mandato una “cartella” a Massimiliano II. Nella sua Libreria del segno di S. Marco, a Venezia, vendeva le sue opere, incisioni, stampe di riproduzione, ritratti e carte geografiche. Licinio fu uno dei più abili incisori di carte geografiche del XVI secolo. Lunga e prolifica fu la collaborazione artistica e commerciale con il cartografo Giacomo Gastaldi; complessivamente, Licinio incise più di venti carte, non tutte disegnate da Gastaldi. Morì il 18 novembre 1565, e nel registro di morte figura come “stampador” mentre nel testamento dello zio Giovan Battista Licinio si fa riferimento a lui come “orese” (orafo). Acquaforte e bulino, impressa su carta vergata coeva, rifilata all’interno della linea del rame con restauro ricostruttivo di circa un cm per lato, per il resto in ottimo stato di conservazione. Bibliografia S. Bifolco – F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo (2018): p. 2106, tav. 1066; Almagià (1927): n. 102; Borroni Salvadori (1980): n. 61; Castellani (1876): n. 49; Grammatico (1996): n. 36; Almagià (1929): p. 22 D, tav. XXVI; Bifolco-Ronca (2014): n. 146; Cartografia Rara (1986): n. 121; Lago (1994): p. 288, fig. 51; Lago (2002); p. 491, fig. 489; Perini (1996): p. 125; Piloni (1974): pp. 58-59, tav. XXV; Tooley (1939): n. 509.

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