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Il Fuoco

Il Fuoco | Grabados | Della BELLA Stefano

Grabados
Della BELLA Stefano
1648
300,00 €
(Roma, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 1648
  • Formato
  • 195 X 85
  • Grabadores
  • Della BELLA Stefano

Descripción

Flotta di navi in fiamme; in mare, una nave al centro e una flotta di navi a destra, tutte avvolte dalle fiamme, con una barca a remi piena di persone in primo piano a sinistra. Dalla serie I quattro elementi. Acquaforte, 1648 circa, incisa nel margine sotto l'immagine con titolo e dettaglio della produzione: "Stef. de la Bella inventit" e con privilegio reale: "ex. Cum Privil. Regis Christ". Bella impressione su carta vergata coeva, con margini sottili, buono stato di conservazione. Stefano della Bella fu uno degli incisori più interessanti e originali nella Firenze del XVII secolo e può considerarsi l’unico geniale continuatore dell’opera di Jacques Callot. La sua educazione artistica ebbe inizio a Firenze nella bottega degli orafi Gasparo Mola e Orazio Vanni, e la precisione del segno, tipica dell’arte orafa resterà caratteristica del suo stile. Studiò poi presso Giovanni Battista Vanni e forse anche presso il Cantagallina e Cesare Dandini, ma ben presto si dedicò all'incisione. Il suo vero maestro può considerarsi Jacques Callot, l’incisore francese che soggiornò a lungo a Firenze lasciando una forte impronta nel panorama artistico della città. Gli anni più importanti della sua carriera sono quelli che trascorre a Parigi, dal 1639 al 1650, stipendiato da Lorenzo de' Medici: lavorò insieme ad Israel Silvestre, con gli editori Langlois, Ciartres e Pierre Mariette, per stampatori francesi e per commissioni di gran prestigio, come quelle del 1641 per il cardinale Richelieu che gli affidò le illustrazioni delle sue imprese guerresche. Intorno al 1647, durante un viaggio in Olanda, dove eseguì le acqueforti con le vedute del porto di Amsterdam, incontrò Rembrandt e da quella data notiamo una eco profonda dell’arte dell’olandese nella grafica del Della Bella. Bibliografia De Vesme - Massar Stefano della Bella (1971) n. 756, I/III.

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