Germaniae Veteris Typus
Germaniae Veteris Typus | Grabados | ORTELIUS Abraham
Germaniae Veteris Typus
Germaniae Veteris Typus | Grabados | ORTELIUS Abraham
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Detalles
- Año de publicación
- 1587
- Lugar de impresión
- Anversa
- Formato
- 460 X 360
- Grabadores
- ORTELIUS Abraham
- Materia
- Germania
Descripción
Splendida carta storico-geografica della Germania pubblicata nel Parergon di Abraham Ortelius. Esemplare dalla rara edizione italiana del Theatrum Orbis Terrarum stampata ad Anversa da Jean Baptiste Vrients nel 1608 e quindi nel 1612. In alto a sinistra il titolo: GERMANIAE | VETERIS | "typus. Seguito da: Ex conatibus geographicis | Abrah. Ortelij. Nel cartiglio in alto a destra il privilegio decennale: Cum Priuilegio | Imperiali, Regio, et | Belgico, ad decenn. | 1587. Nel cartiglio in basso a destra la dedica allâerudito calvinista Jacob Monau (lat. Jaconus Monavus): DN. IACOBO MONAVIO SILESIO | PATRICIO VRATISLAVIENSI, | VIRO ET ERVDITIONE ET HV:|MANITATE ORNATISSIMO, ABRA:|HAMVS ORTELIVS HOC MVTVà | AMICITIà MONVMENTVM LI:|BENS DONABAT DEDICABATQVE. Jacob Monau (Breslau, 1546 â ivi, 1603), consigliere ducale di Liegnitz-Brieg del duca Gioacchino Federico di Brieg e uno dei più famosi studiosi del suo tempo. L'educazione universale, la modestia senza pretese, la profonda religiosità gli fecero conquistare il cuore dei suoi coetanei e degli studiosi, e i suoi legami con gli uomini più famosi di quasi tutta Europa lo resero il centro attorno al quale si muoveva la vita letteraria della Slesia dell'epoca. In basso a sinistra, nel cartiglio, i luoghi di incerta localizzazione, su due colonne e, alla fine la precisazione che i luoghi sorti allâepoca di Carlo Magno non sono stati inclusi tra i nomi antichi e non sono stati riportati: âLocorum vocabula circa Caroli | Magni tempora prima nata,| inter vetusta non numero.| ea itaque nec in ipsa tabula | neque hîc seorsum nominare | visum fuitâ. Affascinate carta storico-geografica della Germania antica, con particolare riferimento alle divisioni tribali del periodo imperiale romano. Disegnata da Ortelius sulla base dei testi di Tacito, Cesare, Dionisio, Tolomeo, Svetonio, Eutropio, Seneca, Plinio e Strabone. La carta è ricca di dettagli di interesse antiquario, con l'elenco delle numerose tribù e insediamenti germanici. La maggior parte della regione è coperta dalla massiccia Selva Ercinia che originariamente collegava le famose foreste d'Europa, tra cui le Ardenne, la Foresta Nera, il massiccio del Giura, i Vosgi e la foresta di Teutoburgo. Gran parte del testo sul verso della mappa fu utilizzato anche per l'opuscolo di Ortelius "Aurei Saeculi Imago", apparso nel 1596 come pubblicazione separata (di cui furono stampate 500 copie) che descrive caratteristiche e costumi dei Germani in epoca romana. Esemplare nel suo secondo stato, che differisce dal primo solo per dettagli superficiali, come l'inclusione dei numeri dei gradi all'interno del bordo, anziché all'esterno, e la rietichettatura della Gallia in basso a sinistra. Bertius acquistò un certo numero di esemplari di questa mappa e la incluse nel suo storico atlante Theatrum Geographiæ Veteris del 1618. Circa una decade dopo la pubblicazione del âmodernoâ Theatrum Orbis Terrarum, Ortelius rispose alle âpreghiere di amici e studiosi di storia antica, sacra e profanaâ e compilò una serie di mappe di soggetto biblico e classico, quasi tutte disegnate da lui. Intitolò lâopera âParergon theatriâ, ovvero âaggiunta, appendice, del Theatrumâ, ma al tempo stesso anche complementare al Theatrum: il Paregon theatri forniva per il mondo antico lo stesso materiale che Ortelius aveva fornito per il mondo moderno con il Theatrum: carte geografiche. Lo spirito del Parergon è tutto riassunto nel motto historiae oculus geographia riportato sul frontespizio: la geografia è lâocchio della storia. Le mappe del mondo antico avevano lo scopo di ârendere più chiari gli storici antichi e i poetiâ. Le mappe del Paregon sono di tre tipologie: antiche regioni; carte letterarie e carte bibliche. Come sottolinea Koeman âil Parergon deve essere considerato come lavoro personale di Ortelius. Per quest'opera, infatti, diversamente dal Theatrum, non copiò le mappe di altri cartografi, ma ne d.