Arco di Settimio Severo
Arco di Settimio Severo | Prints | PIRANESI Giovan Battista
Arco di Settimio Severo
Arco di Settimio Severo | Prints | PIRANESI Giovan Battista
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Details
- Year of publication
- 1759
- Place of printing
- Roma
- Size
- 590 X 380
- Engravers
- PIRANESI Giovan Battista
- Keyword
- Arco di Settimio Severo
Description
Acquaforte e bulino, 1759 circa, firmata in lastra in basso. Tiratura âromanaâ della lastra, esemplare nel quarto stato di sei descritto da Hind, con lâindirizzo âPresso lâAutore a Strada Felice nel palazzo Tomati vicino alla Trinità deâ montiâ. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana âgiglio con coronaâ (Robison 58), con margini, in perfetto stato di conservazione. Antiche iscrizioni ad inchiostro bruno - probabilmente coeve - che traducono in lingua francese il titolo e le didascalie dell'incisione. Della serie Vedute di Roma. Lâopera consiste in 135 lastre prodotte individualmente dal Piranesi per almeno 30 anni, da circa il 1745, fino alla data della sua morte. Allâopera sono aggiunte poi due vedute realizzate dal figlio Francesco. Per la prima volta furono edite dallâeditore Giovanni Bouchard nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi editore a Strada Felice prima e Palazzo Tomati poi (indirizzi che appaiono su molte tavole), fino alla stesura definitiva composta da 137 lastre. Successivamente alla morte dellâautore le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, che ne curò la pubblicazione prima nella capitale - le cosiddette tirature âpostume romaneâ - e successivamente a Parigi, dove furono stampate tre edizioni â la cosiddetta âprima di Parigiâ, una intermedia (entrambe su carta vergata) e quella curata dallâeditore Firmin Didot, la prima su carta senza vergelle, dove le tavole presentano lâaggiunta di un numero arabo ordinale. Tutte le tirature parigine sono piuttosto modeste in qualità , lontane da come il Piranesi le aveva pensate e concepite. Le lastre furono poi acquisite dalla Calcografia Camerale, poi Calcografia Nazionale, oggi Istituto Centrale per la Grafica, dove sono tuttora conservate. Bibliografia Arthur M. Hind, Giovanni Battista Piranesi, A critical study (1922), n. 54, IV/VI; H. Focillon, Giovanni Battista Piranesi (1918), n. 809.