Details
Place of printing
Roma - Milano,
Author
Savinio, Alberto [Andrea Francesco A. De Chirico]
Pages
pp. 59 [5] e [2] carte fuori testo con le litografie recto dopo p. 24 e 40; fogli di guardia editoriali in carta bianca muta.
Series
«La Margherita» a cura di Federigo Valli, n. 3,
Publishers
Documento Editore per Bompiani Editore (stampato e rilegato a, Roma rispettivamente da Danesi e Staderini),
Edition
Edizione originale.
Keyword
Libri Illustrati e d'ArtistaIncisioniNarrativa Italiana del, '900
Binding description
legatura originale con dorso in tela stampato in sanguigna e piatti in spesso cartonato grigio; al centro del piatto anteriore applicata l’acquaforte che costituisce il marchio della collezione, di Luigi Bartolini;
Description
LIBROEdizione originale.CON AUTOGRAFO.Esemplare 201/300 in eccellenti condizioni, fresco e pulito, completo della rarissima e bella fascetta editoriale su leggera carta arancione che reca titolo e dati editoriali ed è pertanto complemento essenziale della copertina; con le litografie numerate e firmate in autografo dall’artista.Raro libro d’artista tirato in soli 300 esemplari numerati come terzo volume (su quattro) della raffinata collezione dell’editoriale Documento di Federigo Valli, attiva in Roma negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. E proprio dalla guerra — «Chi sono quei tre personaggi che mentre la guerra infuria nelle cinque parti del mondo, entrano tranquillamente nel museo dei manichini di carne?» — ma prudenzialmente quella del 1915-1918, comincia l’opera di Savinio, una corrosiva rilettura del mito di Amore e Psiche entro una cornice surreale tipicamente saviniana con il Nivasio Dolcemare già protagonista dell’«Infanzia» del 1941. -- Due splendide litografie dell’artista stampate su fondo colorato ornano il racconto lungo, «fra i più felici e temerari del Savinio narratore» secondo il soffietto di Adelphi che ha l’opera in catalogo dal 1981: la prima raffigura proprio «La nostra anima», Psiche, una figura femminile con testa di pellicano accasciata su un assito nella sua stanza-gabbia nel «museo dei manichini di carne» di Salonicco, il corpo nudo stanco come un rudere segnato dalle frasi incise dai visitatori. La seconda litografia raffigura invece lo sposo di Psiche, il dio Amore, sotto forma di di un rapace monocolo appollaiato su un ramo, con riferimento al passo «quando egli uscì volando dalla finestra e andò ad appollaiarsi sul ramo di un albero, di dove mi gridò la sua minaccia: “Te vero tantum fuga mea punivero”. [.]. Dette quelle parole, egli batté le ali e tutto ciondoloni se ne volò. Mi hanno detto che nasce da qui l’abitudine di chiamare il dio d’Amore col nome di Uccello».Jentsch, Libri d’artista, n. 530; G. Sebastiani, Editori a Roma dopo la Liberazione: Le edizioni di Documento (in: Gli archivi degli editori, cur. G. Tortorelli, Bologna 1998: 157-181), pp. 175-176