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Rare and modern books

De Bosis Adolfo (Editore E Curatore)

Il Convito

Adolfo De Bosis (Tip. Unione Cooperativa Editrice), 1895-1907

1500.00 €

Gilibert Galleria Libreria Antiquaria

(Torino, Italy)

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Details

Year of publication
1895-1907
Place of printing
Roma
Author
De Bosis Adolfo (Editore E Curatore)
Publishers
Adolfo De Bosis (Tip. Unione Cooperativa Editrice)
Keyword
Letteratura italiana, Periodici e riviste, Illustrati
Dust jacket
No
State of preservation
As New
Languages
Italian
Inscribed
No
Print on demand
No
Condition
Used
First edition
Yes

Description

Tutto il pubblicato della storica rivista fondata e diretta da Adolfo De Bosis, fra le più importanti della cultura italiana a cavallo tra Otto- e Novecento. 12 fascicoli (di cui uno doppio) in-4° (295x240mm), belle brossure originali disegnate da Giuseppe Cellini con elaborati motivi ornamentali e floreali a entrelac incisi in xilografia. Minimali restauri marginali alle brossure di alcuni fascicoli. Ogni fascicolo è illustrato con belle tavole riprodotte in fotoincisione f.t. e n.t. di artisti come Giuseppe Cellini, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Paolo Michetti, Alessandro Morani, Lawrence Alma-Tadema, Elihu Vedder, Enrico Coleman,ecc. Ottimo esemplare in barbe, parzialmente intonso e impresso su bella carta forte. La rivista, pubblicata da De Bosis a proprie spese, fu il tipico frutto dell'estetismo decandente fin de siècle (con echi ancora palpabili del gusto preraffaellita) e adunò alcuni dei maggiori nomi delle lettere italiane del tempo, D'Annunzio in testa a tutti. 'Una sorta di positivismo da superuomo, mescolato di spirito libertario e al tempo stesso imperialista, antipacifista, anima e arricchisce i bellissimi fascicoli, dai fregi alessandrini e dai grandi margini. è questo il momento più singolare del nostro decadentismo. è nel 'Convito' che si riconosce il grado artistico del parnassianesimo italiano' (Giorgio Petrocchi). La rivista risulta così composta: I) Libro I. Gennajo 1895, pp. 86, (2), VI, (2). Comprende, oltre al 'Proemio' generale di e Bosis, 'Gog e Magog' di Giovanni Pascoli, la prima parte in edizione pre-originale de 'Le vergini delle rocce' dannunziane (il seguito, che d'ora in poi omettiamo di segnalare nella descrizione, si trova nei fascicoli seguenti), l'Itinerario verso i paesi d'Etiopia' di Scarfoglio (anch'esso prosegue nei fascicoli seguenti), le 'Note su Giorgione e su la critica' di D'Annunzio stesso. II) Libro II. Febbrajo 1895, pp. 89-155, XVI. Contiene fra l'altro 'Alexandros' di Pascoli, un saggio di Sartorio sulla pittura di Dante Gabriele Rossetti (prosegue nei fascicoli seguenti). III) Libro III. Marzo 1895, pp. (2), 159-224, XVII-XIX, (1). Contiene fra l'altro l'Elegia secolare' di De Bosis. IV) Libro IV. Aprile 1895, pp. (2), 227-286, (2), XXI-XXVIII. Contiene fra l'altro 'Solon' di Pascoli. V) Libro V. Maggio 1895, pp. (2), 291-344, XXIX-XXXVI. Contiene fra l'altro la lirica 'Venezia' di Enrico Panzacchi e uno studio di Adolfo Venturi 'Al regno dei cieli. Studio iconografico sull'Assunzione della Vergine'. VI) Libro VI. Giugno 1895, pp. (2), 347-415, XXXVII-LVI. Contiene fra l'altro la traduzione di De Bosis dell'Ode al vento d'Occidente' di Shelley e la prima puntata del saggio dantesco di Pascoli 'Minerva oscura' (prosegue nei fascicoli seguenti), oltre alle 'Note su Omar Khayyam e su Elihu Vedder' dello stesso De Bosis (prosegue anch'esso nel fascicolo seguente). VII) Libro VII. Luglio 1895-Marzo 1896, pp. (2), 419-495-LVII-LXVIII. Contiene fra l'altro l'Ode per colui che deve venire' di D'Annunzio e 'La Morte' di Giovanni Pascoli. VIII) Numero speciale per i feriti d'Africa privo di titolazione e di numerazione di fascicolo, impresso nel febbraio 1896, di pp. 44 nn. La brossura, oltre alle consuete illustrazioni, reca il simbolo della Croce Rossa. Contiene fra l'altro il seguito dell'Ode a colui che deve venire' e 'Crisantemi' di Pascoli. VIII bis) Libro VIII. Aprile-Giugno 1896, pp. (2), 499-579, LXIX-LXXXII, (2). Contiene fra l'altro la 'Canzone di Legnano' del Carducci, la 'Rapsodia lirica' di Enrico Nencioni, 'Il tipo della Vergine' di Adolfo Venturi e una traduzione in prosa di De Bosis dei poemi di Robert Browning su Andrea Del Sarto. IX) Libro VIIII. Luglio-Dicembre 1896, pp. (2), 583-658, (2), LXXXVII-CX, (2). Contiene fra l'altro un saggio di D'Annunzio su Francesco Paolo Michetti, il carme latino di Pascoli 'Castanea', 'Nella Grecia di Omero' di Vittorio Spinazzola, 'Per la morte di un poeta' di D'Annunzio (in morte del Nencioni), 2 traduzioni di De Bosis di liriche di Shelley. X-XI) Libri X-XI. Gennaio 1898, pp. (6), 667-899, (5). Contiene, monograficamente, la traduzione di De Bosis de 'I Cenci' di Shelley, seguita da un saggio su tale tragedia del traduttore stesso e da delle 'Note sulla famiglia Cenci' di Arturo Vecchini. XII) Libro XII. Dicembre 1907, pp. (10), 911-1085, (11). Il fascicolo conclusivo della rivista contiene, monograficamente, liriche del De Bosis. 'Ultima importante rivista romana di fine '800, Il Convito, secondo il progetto originario doveva aver termine entro il primo anno, uscendo quindi dal gennaio al dicembre. Probabilmente anche per difficoltà editoriali, i fascicoli furono invece pubblicati nell'arco di dodici anni. fino al 1907, anche se solo i primi nove numeri (dal gennaio 1895 al dicembre 1896) possono essere considerati come fascicoli della rivista. I successivi risultano infatti dei volumi autonomi, poiché contengono soltanto scritti del D.: nei libri X e XI, usciti nel gennaio 1898, si legge la versione debosisiana de I Cenci di Shelley, seguita da una Nota su Percy Bysshe Shelley e su 'I Cenci' dello stesso D. e dalle Note sulla famiglia Cenci - verità e poesia di Arturo Vecchini. Il libro XII, pubblicato nel dicembre del 1907, contiene le liriche del D. dedicate alla memoria di Nencioni, Panzacchi e Boggiani, già pubblicate in volume nel 1900. Il Convito fu realmente una delle espressioni più caratteristiche e vistose dell'estetismo, a partire dall'aspetto esterno dei fascicoli stampati su carta appositamente fabbricata, con fregi di rinomati pittori ed eliotipie fuori testo. D'altra parte la stessa sede de Il Convito, un piccolo appartamento bizzarro nel palazzo Borghese, che era stato una volta il bagno di Paolina Borghese ed era stato affrescato da un seguace dello Zuccari, aveva un tono tipicamente decadente e preraffaellita. Nonostante la forte personalità di molti dei collaboratori, il periodico si presentava con un aspetto unitario, a partire dal culto della 'Bellezza', nella duplice direzione estetica ed ideologica. L'esperienza de Il Convito terminò di fatto nel 1898, e non solo per l'impossibilità del suo direttore di porsi a guida del movimento che aveva in realtà più forti ispiratori, ma anche perché in assoluto si era conclusa una fase culturale.' (Elisabetta Mondello in D.B.I., XXXIII, 1987). Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 283 (registra il numero del 1898 con i 'Cenci' di Shelley). Giorgio Petrocchi in Dizionario Bompiani delle Opere, II, pp. 431-432.
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