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Rare and modern books

[Tabaraud Mathieu Maturin]

Du Pape et des Jésuites, ou exposé de quelques événemens du pontificat de Pie 7.; de la conduite des Jésuites depuis leur introduction en France jusqu'à leur expulsion, des causes de leur suppression et de celles qui s'opposent à leur rétablissement. Seconde édition, revue, corrigée et considérablement augmentée

A. Égron, 1815

50.00 €

Gilibert Galleria Libreria Antiquaria

(Torino, Italy)

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Details

Year of publication
1815
Place of printing
Paris
Author
[Tabaraud Mathieu Maturin]
Publishers
A. Égron
Keyword
Religione cattolica, Papato e Compagnia di Gesù, Opere anonime
Dust jacket
No
State of preservation
Fair
Languages
French
Inscribed
No
Print on demand
No
Condition
Used
First edition
No

Description

In-8°, pp. (4), XVI, 136, brossura marmorizzata posteriore verde. Restauri al margine interno dell'occhietto e del frontespizio. Appendice di 'Pièces justificatives' alle pp. 121 e sgg. Discreta copia in barbe. Seconda edizione, riveduta, corretta e considerevolmente accresciuta rispetto alla prima, di quest'anonimo libello(dovuto in realtà alla penna del Tabaraud) sui rapporti fra papato e Compagnia di Gesù al tempo del pontificato di Pio VII. Tale pontefice, con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum del 30 luglio 1814 aveva ripristinato la Compagnia di Gesù (che era stata soppressa da Clemente XIV con il breve Dominus ac Redemptor del 21 luglio 1773) in tutto il mondo. Il Tabaraud, forte delle sue inclinazioni giansenistiche, conduce una serrata polemica contro la Compagnia di Gesù e il suo ristabilimento (l'identità dell'autore è taciuta per ovvie ragioni prudenziali). Il Tabaraud (Limoges, 1744-ivi, 1832), sacerdote dell'ordine degli Oratoriani di tendenze gallicane e giansenistiche, fu professore di teologia, greco ed ebraico nei seminarî della Congregazione dell'Oratorio. Nella sua fitta attività di pubblicistica religiosa intervenne nelle polemiche sulla costituzione civile del clero, venendo costretto all'esilio della Francia nel 1792. Rimpatriato nel 1801 a seguito del Concordato, si fece fautore del matrimonio civile e combatté l'intervento del papa nella Chiesa francese e l'istituzione pontificia dei vescovi. Egli fu anche rigoroso storico del proprio ordine religioso con l'Histoire de Pierre de Bérulle (2 voll., 1817). Barbier, III, 13754.
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